Per un’impegno senza equivoci.

ad Enrico Letta un “POPOLARE” del Partito che verrà.
Per i tantissimi democristiani, non “ex” (*), che pure nel recente passato hanno seguito, il più delle volte senza entusiasmi, il Partito Popolare nelle tante, troppe, peregrinazioni di alleanze ed aggregazioni, garantendo sempre e comunque il proprio suffragio, è arrivato il momento di fare la propria scelta definitiva. Dopo i tanti asini o le “ammosciate” margherite serviteci alla miniera del rancio-pastone, di fronte all’ennesima pietanza avvelenata “sapientemente” confezionata dal solito D’Alema (che attraverso la zuppa rancida del P.D. cerca di sopprimere, per quanto gli è possibile, le legittime aspirazioni centriste di noi cattolici impegnati in politica), è arrivato il momento di tirare le somme e guardare, con lucida dignità, la realtà che ci viene proposta.
Non è più il tempo di porgere l’altra guancia all’avversario-nemico di sempre, solo per garantire a buoni tecnici, ma a dilettanti della politica, come Prodi, un posto da primo ministro benedetto dalle tante chiese bolsceviche separate.
Oggi, alla luce dell’ormai esaurito berlusconismo, è tempo di ripensare, con rinnovato impegno, alla presenza di una formazione centrista che garantisca, alla stragrande maggioranza degli italiani, l’agognata presenza.
Come in tutte le grandi democrazie europee, ad un partito di ispirazione socialdemocratico va contrapposto uno moderato, il più delle volte sociale-cristiano, che non deve essere confuso, come si cerca di fare da parte di qualche velleitario trasformista, con i tanti populismi peronisti che hanno ben altri retaggi e collocazione.
Per i cattolici impegnati in politica, che hanno scelto giustamente, nel recente passato, di stare nel Partito Popolare, per trovarsi dalla parte dei deboli, confluire nel Partito Democratico è un suicidio, un atto estremo di eutanasia politica che, alla luce della dottrina sociale cristiana, non trova giustificazione alcuna. A parte quelli che stanno al “gioco” per mero opportunismo, c’è da chiedersi cosa hanno da condividere i tanti intellettualmente onesti politici popolari con i comunisti di ieri e di oggi che, nel gioco dei trasformismi, hanno già cambiato più di una casacca? Stare assieme per combattere il nemico o l’avversario comune, come fu per il fascismo, ha un senso, ma fondersi in una confusa ed aberrante unione è un delitto che vede vittima il buonsenso. Per questo e per tant’altro c’è da chiedere all’amico Enrico Letta, persona dalle indubbie qualità morali e politiche, che senso ha la sua candidatura alle primarie del P.D.?
Primarie di cosa?
Di un soggetto politico non certamente concepito dal basso, come si imporrebbe per i sani “concepimenti” democratici, ma manipolato in “botteghe” dalle “oscure” memorie.
Dimostrazione ne è il cosiddetto consiglio dei “saggi” che vede, tra i deputati allo stesso “figuri” come Bassolino; chiedere di peggio sarebbe stato impossibile.
Se questa candidatura, invece, si pone come elemento catalizzatore per aggregare tutti i democristiani che ancora si trovano nella coalizione di centro sinistra, nell’attesa di futuri eventi forieri di un rinnovato centrismo, che ben venga.
Ma la condizione che bisogna porre a Enrico Letta è semplice ed indifferibile: quella di rendere pubblico, prima dell’evento, non un fumoso programma da libro dei sogni, ma un chiaro e dettagliato elenco delle cose da farsi e delle risposte che intende dare; in ragione, però, delle aspettative del popolo dei moderati al quale si rivolge e non inquinate dai massimalismi cari alle tante sinistre.
Ci deve dire quali sono per lui le priorità da affrontare e cosa intende proporre per risolvere i tanti problemi che ci affliggono: dall’immigrazione all’ordine pubblico, dalla regolamentazione del credito alla lotta all’evasione, dalla riforma della giustizia ai localismi egoisti ed irresponsabili, dal terrorismo all’islamizzazione incombente, ecc. ecc., tante facce di poche medaglie.
Solo in questa certezza si potrà andare ad esprimere il proprio consenso, maturando nel contempo il convincimento di un più solido ed incisivo sostegno.

(*) gli “ex” sono solo quelli che, già condannati dalla Storia, cercano, per tatticismo o vergogna, di nascondere il loro passato da fascista o comunista, per continuare comunque a garantirsi quei “privilegi” offerti dal sistema democratico.
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Commenti
Sono impegnata nel collateralismo cattolico da oltre un ventennio, ne ho accompagnati di malati a Lourdes, ma un lazzaretto come quello del novello Partito Democratico non l’ho mai visto. Mi stringe il cuore quando penso che una parte di ex democristiani si trova a fantasticare un’alleanza con i comunisti di sempre. Allora mi viene di pensare a più cose sui moderati: o questi signori si sono bevuti il cervello?, pertanto, meritano il nosocomio e non già il nostro suffragio; ho ci troviamo di fronte ad una banda di trasformisti pronti a vendersi anche la madre pur di restare a galla?, e non vedo come possano rivendicare di rappresentarci; o si tratta semplicemente di dilettanti della politica? e per questo non e consigliabile confidare in loro. Non parliamo dell’altra sponda, i servi di Berlusconi, veri corsari che hanno l’unico scopo di depredare quanto è possibile, lo dimostra inequivocabilmente il loro curriculum e per molti il certificato penale. Tornando ai primi: il più spendibile mi sembra proprio Letta, che, dall’apparenza, mi pare un personcina preparata e senza scheletri nell’armadio. Allora vada per Letta e che Iddio ce la mandi buona.
Postato da ersilia cuozzo - 11/09/2007 19.19

La campagna per le primarie, dopo un roboante iniziale avvio, oggi sembra battere la fiacca. Gli organi d’informazione, solitamente molto solerti nel darci notizie, hanno lasciato le prime pagine alla cronaca polico-governativa e a quella nera. Vuoi che la corsa non interessa più a nessuno, forse, nemmeno a coloro che vi avevano fondato tante speranze. Il Partito Democratico, forse, sta morendo d’inedia ancor prima di venire alla luce. La risposta più realistica ed esauriente e che il mostriciattolo di laboratorio non piace a nessuno o quasi. Gli aborti solitamente, o si gettano nei rifiuti speciali, o si nascondono, producono sempre un impatto negativo.
Postato da gennaro tufano - 10/09/2007 10.29

La decenza è un “dono” che certa gente non ha, forse la si eredita o la si apprende dai genitori. In merito alle candidature alla segreteria regionale del PD, sulla stampa di ieri sono apparsi i pensieri “str…” del ‘cacaglio’ di Afragola. Lontano dal prendere atto che, ormai in Campania, tutti possono dire la propria, senza rischiare fragorose “pernacchie”, tranne lui che si ostina ad eruttare responsi e rimbrotti verso tutto e tutti. Nell’intimo, molto intimo, convincimento che resta il padrone del vapore. Forse più che la sicurezza è l’incoscienza a guidare i suoi deliri.
Postato da Antonio Tramma - 10/09/2007 08.45

De Mita ha avuto ragione l'altro ieri sera: dei due Letta,il buono se lo sono tenuti dall'altra parte, il secondo ce l'hanno lascviato a noi.
Postato da fioravante ardito - 09/09/2007 18.49

Non vi rassegnate proprio a non essere più i padroni dell’Italia? Non avete capito che il gioco è passato di mano? Meglio stare anche dalla parte di Fini che con voi.
Postato da carla durante - 09/09/2007 18.42

Se siamo convinti di tanto allora perchè stiamo a perdere tempo con un aborto annunciato? Perché non chiediamo, pena orientarci differentemente, ai nostri politici di intraprendere altre vie? Perché si deve escludere l’ipotesi di un grande centro? Forse perché lo vuole il solito D’Alema?
Postato da luigi serpico - 09/09/2007 18.38

Le elezioni dei segretari regionali del PD sono alle porte, a differenza dei diessini che si presentano con un’unica candidatura, i moderati della coalizione di centrosinistra, gli ex dicci, ne esprimono più di una. Non hanno ancora capito che il concetto democratico, portano in dote, non è valido per gli ex comunisti. Per loro il partito è una fede, una “disciplina” che non può lasciare spazi alle “mollezze” della democrazia liberale. Loro sanno che solo attraverso l’esercizio dell’ubbidienza si conquista il campo avverso. Non si è mai visto, nella storia passata e recente, un partito comunista, millantato ex o non, condividere qualcosa con l’alleato di turno. L’alleato è l’utile idiota che va fagocitato o distrutto.
Postato da carmine ferrigno - 09/09/2007 18.31

Sono d’accordo con quanti hanno espresso dubbi ed hanno perplessità sulla “gestione” un tantino troppo personalistica del Comitato “enricolettacampania”, che certamente nasce da una chiara mancanza di esperienza e una malcelata vocazione al “protagonismo” di alcuni. Mi spiace sinceramente per Letta e per tutte quegli amici che si stanno impegnando esponendosi a titolo personale e sono convinti, come lo sono anch’io, che Letta è una valida risorsa per il cambiamento radicale del modo di far politica.
Postato da amico di letta - 06/09/2007 09.45

Sono un convinto sostenitore della candidatura Letta ma, da quanto ho avuto modo di vedere, credo che non sia ottimamente rappresentato sul territorio provinciale di Napoli. Non vedo una vera organizzazione, necessaria specialmente ora che è il momento della raccolta delle firme. Forse ci sono troppi dilettanti allo sbaraglio e troppi reduci di battaglie mai combattute, non dico che si debba necessariamente ricadere nei professionisti della politica, ma, ho il serio dubbio che ci sono solo dilettanti con gli stessi istinti dei professionisti
Postato da Pasquale Aprea - 05/09/2007 19.42

Per un “movimento” non verticistico. Pregiatissimo Letta, dal 30 u.s., a seguito di e-mail di sensibilizzazione-invito pervenutemi dal Comitato nazionale, dopo aver partecipazione ad un incontro organizzativa all’hotel Oriente di Napoli, mi sono risolto ad impegnarmi per la raccolta firme, più per razio che per amore. Per avere lumi sulle modalità e i tempi mi sono rivolto all’amico Viscardi, che conosco da anni grazie soprattutto alla comune militanza nel collateralismo. Dopo di che, con un gruppo di amici, siamo “partiti” per la raccolta firme in diversi collegi. Poiché mi era stato garantito che le firme, in ragione di 150 per collegio elettorale, potevano essere consegnate, unitamente al nominativo di un candidato, entro il giorno 11 c.m., ho ritenuto cadenzare l’impegno per ottimizzare i tempi. A lavoro iniziato, mi è arrivata una e-mail con la quale due amici, che non ho avuto il piacere di conoscere, hanno sollecitato la consegna delle stesse entro il giorno 6 c.m.. La domanda che, per uno che in tantissimi anni ne ha fatte di esperienze analoghe, sorge spontanea, come diceva Lubrano: perché non si è data, come si conviene, una unica ultima data per la consegna? Forse che le firme degli “ultimi arrivati”, indipendentemente dalle “capacità” degli stessi, devono essere portate per mano e svezzate da balie più anziane di militanza nel Comitato? Questo comprometterebbe seriamente gli intendimenti palesati in merito alla costruzione di un “Movimento” non verticistico. Spero proprio di aver interpretato male, comunque continuerò, forse con un po’ meno di entusiasmo, nell’impegno che mi sono dato. Cordialmente Luigi Malfi
Postato da lui mal - 04/09/2007 20.42

Mai nella storia d’Italia si sono viste tante conversioni. Mai la Chiesa Cattolica ha visto tanti agnostici e atei avvicinarsi pubblicamente ai sacramenti, in particolare a quello dell’Eucaristia, come sta avvenendo negli ultimi tempi. Agli scomunicati che, in ragione della loro millantata onnipotenza, hanno trovato naturale anche autorimettersi i peccati e comunicarsi, si sono aggiunti i tanti convertiti dell’ultima ora. Avete notato il Francesco della Margherita a Loreto? Si è comunicato, con i tempi che corrono meglio una Santa Comunione che il Santo olio. Napoleone, lui che se ne intendeva ebbe a dire: “Parigi vale bene una Messa”. Ed era Napoleone Buonaparte.
Postato da Donato Cinquemani - 03/09/2007 19.38

Si parla ad intermittenza, ora da una parte ora dall’altra, della possibilità di far nascere una formazione politica di Centro, autonoma, anzi, alternativa ai due attuali schieramenti. La qual cosa, oltre che a trovare un grosso gradimento da parte degli italiani, spariglierebbe, di fatto, i due attuali poli. Ciò potrebbe essere più che fattibile, visto che, sia la compagine di centrosinistra che l’altra, non se la passano molto bene, cosa che potrebbe portare alla fine, o per implosione o per esplosione, all’annullamento dell’attuale assetto politico. Attualmente questa eventualità viene disconosciuta e combattuta solo da quegli uomini e partiti che verrebbero danneggiati, se non annullati, da questa non più procrastinabile realtà. E’ risaputo che non vi può essere blocco centrista senza la massiccia presenza del mondo cattolico, che è stato alla finestra, ma che comunque si guarda bene dal calare in massa data la presenza di alcune formazioni come l’UDC e l’UDEUR, che ne rivendicano la titolarità territoriale come i Russi rivendicano l’Artico. Non è possibile nè augurabile che una nuova formazione di Centro possa essere costruita utilizzando le esperienze politiche di queste due formazioni; sarebbe come voler costruire una chiesa sulle fondamenta di un antico postribolo. In questi partiti, infatti, fatte le debite e dovute eccezioni, si muovono personaggi che con i fondamenti della Chiesa e quelli della dottrina sociale cristiana non hanno nulla da spartire. Più che ad un partito di ispirazione cristiana potrebbe rassomigliare ad una riedizione molto terrena dell’inferno coi suoi gironi gremiti in ogni ordine e grado.
Postato da marco trematerra - 02/09/2007 10.05

De Mita + Letta: in Campania se ne vedranno delle belle! Ora per Ciriaco De Mita è venuto il momento di decidere e rendere pubblico a quale dei candidati alla segreteria nazionale del P.D. darà il suo “pesante” contributo. Dopo “gli schiaffi” ricevuti sia dalla Bindi che da Veltroni, entrambi ospiti della Emily“Family”, gli spazi si sono ridotti notevolmente, o meglio la possibilità di scelta si è ridotta ad un solo candidato: Enrico Letta. A questo punto la geografia dei risultati, quantomeno nella regione Campania, cambierebbe notevolmente, come cambia quella del territorio quando dalle viscere della terra si scatena un cataclisma dalle proporzioni gigantesche. Se il “Signore” dell’Irpinia si orienterà in tal senso e, non si vede (conoscendo il “caratterino”) possibile alternativa, quello che davano come terzo incomodo potrebbe diventare nella regione il candidato favorito. E poi a don Ciriaco hanno, senza che lui si sbracciasse eccessivamente, regalato l’opportunità di combattere una battaglia che era nel conto ma, a questo punto, affrancandolo dalla responsabilità di averla determinata. Ora ha le mani e la coscienza libera è può ricordare coi fatti, a tanti di loro, Bassolino in testa, che il P.D., grazie al sistema delle investiture democratiche e non alle presunzioni cialtronesche, in Campania è cosa sua.
Postato da Lui Mal - 02/09/2007 08.07

Gianni Letta è giovane, ha maturato una buona esperienza, di lui non si riportano negatività (altrimenti sarebbero venute a galla grazie al contributo attivo degli alleati di coalizione), è un centrista convinto senza compromissioni o scheletri nell’armadio, mi pare un buon candidato! Io lo voto e l’aiuto nella campagna elettorale. Se vi pare lo fate lo stesso! Grazie e scusare il disturbo.
Postato da manfredi allinoro - 01/09/2007 17.32

Io scelgo Veltroni!!!!
Postato da marco apunzo - 01/09/2007 17.14

Lunedì 3 settembre alle ore 10 Enrico Letta sarà all’Hotel Vesuvio per presentare ai napoletani la propria candidatura alla guida del Partito Democratico. Il solo augurio da farsi è sicuramente quello di non vedere nella sala, quali anfitrioni indesiderati, i soliti noti avvoltoi della “politica” partenopea. Desidereremmo vedere gli stessi volti che hanno gremito la sala congressi dell’Oriente: volti puliti, sani, forse un po’ troppo sconosciuti, ma volti della città civile; di quella Napoli che prova vergogna ad essere rappresentata dai tanti ladroni, piccoli o grandi, che grazie a sistemi elettorali truffaldini e forzature ricattatorie, hanno avuto la possibilità di impadronirsi della cosa pubblica. Vorremmo vedere gente di cultura, delle arti, delle professioni e dei mestieri che sono la parte sana di questa nostra città. Vorremmo non vedere certi afragolesi, certi nuschesi ecc. ecc.. La sorte non può essere sempre matrigna. Dio ci assista!!!!
Postato da antonio guerra - 01/09/2007 16.18

Pregiatissimi, da qualche settimana seguo il vostro blog, che francamente mi è piaciuto sin dall’inizio, non riesco però a comprendere perché tanto ostracismo nei confronti di Veltroni, eppure, per quello che sono riuscito a ricavare dagli organi di informazione, appare come un personaggio capace, pulito (cosa che non guasta mai in politica) e all’altezza del compito che vorrebbero affidargli. Mi risulta anche che non è, come per il solito D’Alema e compagnia, un vetero comunista dai mille scheletri nell’armadio. Capisco che, come centristi, cercate, e a ragione, di portare uno dei vostri candidati alla segreteria, ma non reputate anche voi che si è partiti male nel candidare ben due alternative a Veltroni e non una sola come sarebbe stato più logico? Aspetto riscontro in uno dei prossimi post.
Postato da renato figurato - 01/09/2007 08.22

Oggi Napoli ha vissuto il suo grande giorno: da tempo il popolo partenopeo, aduso a combattere una quotidianità fatta di sola precarietà e “monnezza”, è tornato ad essere la capitale di un tempo. E’ ritornata a vivere, da protagonista, i grandi eventi della storia. Si sono, infatti, incontrate, per fondersi in una unitaria visione dei futuri “destini” del nascente Partito Democratico, la “pulzella” di Sinalunga e la “matrona” di Appignano. Di questo grande privilegio i napoletani tutti ringraziano e nel ritornare alle precarietà quotidiane, a cui sono stati condannati da una inetta ed arrogante classe politica, sanno che i destini che li attendono saranno fulgidi e felici, grazie soprattutto all’intesa tra la Bindi e la Carloni (moglie del presidente della Giunta regionale campana A. Bassolino). Con questa “sceneggiata” Rosy Bindi ha finalmente rivelato dove e con chi intende andare, francamente, nella terra del niente politico, non poteva scegliere di peggio. Ora la nostra scelta, la scelta dei tanti cattolici che militano o guardano ai POPOLARI del centrosinistra è diventata più semplice e priva di conflittualità interiori. Resta un solo candidato di area cattolica: Enrico Letta.
Postato da luigi malfi - 31/08/2007 13.30

Votare uno dei candidati della Margherita che corrono per la segreteria nazionale del PD è un impegno che tutti i moderati, che guardano al centrosinistra, dovrebbero avere; visto però che le candidature alternative al compagno Veltroni sono due ed entrambe di candidati d’area cattolica nasce il grande quesito: Rosy Bindi, donna fiera e combattiva, che da sempre non si è nascosta quando si è trattato di fronteggiare gli “assalti” più o meno cruenti dei compagni diessini, o il più soft Enrico Letta, più giovane ma pieno di “devozione”? Sicuramente Letta ha dimostrato una versatilità maggiore nella gestione di governo che non in quella delle adunanze assembleari, mentre la Bindi ha cercato la piazza avendo una grande dote carismatica. A questo punto c’è da chiedersi: per chi?
Postato da lucrezia armato - 31/08/2007 13.22

Siete i soliti democristiani narcisisti ed arroganti, quando vedete che qualcuno vi può fare ombra subito ricorrete al boicottaggio, anche i vostri candidati stanno li per tirare contro Veltroni e per garantirsi una posizione di potere a cui non sapete rinunciare
Postato da giuliano varvella - 31/08/2007 12.00

Siete i soliti democristiani narcisisti ed arroganti, quando vedete che qualcuno vi può fare ombra subito ricorrete al boicottaggio, anche i vostri candidati stanno li per tirare contro Veltroni e per garantirsi una posizione di potere a cui non sapete rinunciare
Postato da giuliano varvella - 31/08/2007 11.34

Mi meraviglio, dopo i tanti discorsi e le tante dissertazioni fatte a proposito dell’incompatibilità tra cattolici ed ex comunisti, come abbiate potuto praticare una scelta pro Partito Popolare puntando su Enrico Letta, e non ditemi che non è così altrimenti tutta la stima che ho sempre riposto in voi se ne va a far friggere. Io ho i miei dubbi sull’opportunità per un centrista che milita o si sente vicino allo schieramento di centrosinistra di reggere il gioco a Veltroni e questo succede anche appoggiando candidature di supporto come potrebbe essere quella di Letta.
Postato da amilcare cascella - 31/08/2007 11.32

E’ da quando è stato lanciato che seguo il blog e salvo qualche piccola cosa, forse l’eccessiva crudezza, condivido la linea. Ora mi chiedo e vi chiedo, visto che ripongo in voi una grande fiducia e vi riconosco un intuito politico non comune, oggi è valida la scelta di appoggiare Letta per la segreteria del Partito dei Democratici? Per quanto riuscirà a tener testa agli attuali alleati o come dite voi ai compagni di strada visto che sono tanti e bene organizzati? Farà l’agnello sacrificale o il Davide che ci libera di Golia? Grazie e a presto.
Postato da franca attanasio - 31/08/2007 11.25

Perché noi ex democristiani dovremmo scegliere Letta e non la Bindi? Non pensate anche voi che Letta abbia poca visibilità? Non vi è sorto il dubbio che possa, alla stregua dello zio che “milita” tra le armate berlusconiane, essere più un uomo destinato alle stanze ovattate del potere, “tra le sudate carte”, che non alle sudate piazze?
Postato da Rita Manfredi - 31/08/2007 06.41

Per i cattolici la scelta è diventata univoca:Enrico Letta. Oggi Napoli ha vissuto il suo grande giorno: da tempo il popolo partenopeo, aduso a combattere una quotidianità fatta di sola precarietà e “monnezza”, è tornato ad essere la capitale di un tempo. E’ ritornata a vivere, da protagonista, i grandi eventi della storia. Si sono, infatti, incontrate, per fondersi in una unitaria visione dei futuri “destini” del nascente Partito Democratico, la “pulzella” di Sinalunga e la “matrona” di Appignano. Di questo grande privilegio i napoletani tutti ringraziano e nel ritornare alle precarietà quotidiane, a cui sono stati condannati da una inetta ed arrogante classe politica, sanno che i destini che li attendono saranno fulgidi e felici, grazie soprattutto all’intesa tra la Bindi e la Carloni (moglie del presidente della Giunta regionale campana A. Bassolino). Con questa “sceneggiata” Rosy Bindi ha finalmente rivelato dove e con chi intende andare, francamente, nella terra del niente politico, non poteva scegliere di peggio. Ora la nostra scelta, la scelta dei tanti cattolici che militano o guardano ai POPOLARI del centrosinistra è diventata più semplice e priva di conflittualità interiori. Resta un solo candidato di area cattolica: Enrico Letta.
Postato da luigi malfi - 29/08/2007 17.00

Il “Divino” dai mille programmi. Sono partito dal rifiuto totale dell’ipotesi PD, cosa non ancora rimossa, poiché non credo nella possibilità di conciliare culture politiche tanto dissimili, fino ad arrivare alla determinazione che questa partita va giocata fino in fondo, quantomeno per contribuire a salvare quanto ancora resta dell’immagine del fu Partito Popolare. Il mio può sembrare un assurdo concettuale, ma il pensare che, un totale disimpegno dei tanti centristi cattolici potrebbe favorire il gioco degli attuali compagni di strada, mi fa tremare i polsi. Per questo anche se si deve andare al voto, come diceva il saggio Montanelli, “turandosi il naso”, bisogna farlo, altrimenti il coraggio, perché di coraggio si tratta signor Rutelli, dimostrato dagli unici due candidati cattolici in lizza, non sarebbe che un inutile sacrificio, cosa che non può e non deve assolutamente essere. Quanto ai proclami quasi berlusconiani del signor Veltroni: “personaggi in cerca di visibilità” – “mancanza di proposte programmatiche” ecc. ecc., lasciano il tempo che trovano e gli elettori, con lui non allineati (quelli che hanno il solo torto di non voler portare il proprio cervello all’ammasso), sanno dargli la giusta interpretazione. Tutti, salvo gli sciocchi, hanno inteso quanto c’è dietro la proposta oggi avanzata dal divino Walter: quella di trasformare l’Internazionale socialista in un “papocchio” che inglobi tutti i “democratici” del pianeta. Veltroni sa che anche ai più rotti pataccari non può riuscire un tanto ardito gioco, se non suffragato da un’autorevole carta di “patronage” che, nella fattispecie, potrebbe, anzi dovrebbe essere l’elettorato moderato cattolico. E sa, inoltre, che per tale operazione, non è importante il pacchetto di elettori, quanto l’etichetta ad essi strappata. Per questo eliminare chi si mette di traverso è necessario.
Postato da lui mal - 28/08/2007 16.38

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