Napoli e l’emergenza rifiuti è il motivo dominante
delle cronache nazionali e non che vedono i “gentili” dell’informazione cimentarsi
in una grossolana chiassata, senza per questo voler arrivare ad una approfondita
disamina della situazione.
A nessuno è venuto in mente di raccontare agli italiani
tutti ed
ai “campani” in particolare grazie a chi e a cosa si è venuto a creare
questa inevitabile ed annunciata emergenza.
A nessuno dei tanti “detentori” dell’informazione
è venuto di raccontarci che i veri responsabili risiedono nei palazzi del potere
ove siedono, senza merito alcuno, guitti che ci disamministrano da anni ed usano
il potere a proprio piacimento solo per ingrassare loro e la loro gens. Nessuno
ha osato ricordarci da quanti anni il signor Bassolino siede ininterrottamente,
tra comune e regione, senza risolvere il problema “munnezza” e quanto in tutti questi
anni i rifiuti campani, vero e proprio serbatoio aureo, camorra compresa, hanno
fatto loro guadagnare. Si sa, la campata è un fatto dovuto e, nel gioco dello scambio,
anche o soprattutto la “munnezza” ha un sua valenza.
Nessuno ha chiesto all’anzidetto, occupato in tutti
questi anni soltanto a garantire la campata a personaggi senza mestiere e privi
di specifiche competenze (chiamati da consulenti o con l’elargizione di deleghe
assessorili a fare da cappello sulle rispettive poltrone), cosa ha fatto da ras
della politica campana per risolvere il sempre vivo problema della “munnezza”.
Lui era intento a foraggiare, con il pubblico danaro,
la sua corte di incensatori, ad elargire prebende alle tante maestrine fallite.
Avrebbe quantomeno potuto gratificare qualche insegnante di logopedia, ma brava
si indente, per rimuovere la balbuzie che lo affligge, in modo che il suo linguaggio,
già incomprensibile in ragione delle radici culturali, potesse diventate più sciolto
ed accessibile.
Tornando alla “munnezza”, hanno ben ragione ad essere
contrari all’impianto di termovalorizzazione gli acerrani, non perché ostili ad
un opera che potrebbe portare alcuni vantaggi, ma perché consci, come del resto
lo siamo tutti, che questa opera faraonica potrebbe risultare inutile ed inefficiente
per i metodi di affidamento clientelare della progettazione e della realizzazione
lavori nella nostra regione. Abbiamo fondati timori che, da supertecnologico impianto
di termovalorizzazione, alla fine potrebbe diventare un inutile e dannoso forno
di incenerimento.
Altro discorso che si imponeva è quello riferito
alla Rosetta Iervolino, purtroppo le Rosette ricorrono nella storia nefasta di questa
martoriata città (già anni addietro avemmo a che fare con un’altra Rosetta, sorella
del “professore” di Ottaviano) mentre quest’ultima era una lucida, anche se volta
al crimine, mente pensante, la prima, quella che oggi calca le scene di tutt’altro
palcoscenico, ha caratteristiche personali ben diverse: è una donnetta che al più
avrebbe potuto affrontare i fornelli di casa. Ma tanto non l’assolve assolutamente,
anzi peggiora la sua posizione di corresponsabile nella determinazione di degrado
di questa nostra città. Si vuole che è risultata il peggiore sindaco dal dopoguerra
ad oggi, persino Lauro, passato alla storia come chi permise scempi ancora visibili,
al confronto può essere considerato un dilettante nelle pratiche di vandalizzazione
della città.
Premesso che, dato i risultati, questa donnetta
non ha onorato gli impegni assunti, e di questo ci dobbiamo rattristare noi elettori
cattolici, non credo che avrà dimenticato che, è peculiare per un Cattolico impegnato
nel sociale dare diretta testimonianza dei propri valori di cui lo spirito di servizio
e l’onestà risultano gli indiscussi cardini. Onestà non è solo il non rubare, ma
il sapersi raffrontare alla quotidianità di quanti rappresentano il nostro prossimo;
il sapersi confrontare con le piccole e grandi esigenze di quelli che hanno e non
creduto in lei, ed una volta constate le proprie inadeguatezze avere, in umiltà,
il coraggio di dire scusate il disturbo.