Immigrazione una risorsa per molti.
All’ombra del fenomeno ci si fa di tutto: dalla verginità politica al vile danaro.
Per quelli dalla memoria corta che promettono e non mantengono.

Cadeva l’anno 1990 e “cadeva” il muro di Berlino, i mass media pilotarono, per incoscienza o per asservimento a logiche politiche, le popolazioni della libera Europa in manifestazioni di euforia collettiva senza precedenti. Un ventennio è quasi passato da quei giorni e già da molti anni quegli stessi popoli festosi si trovano a subirne le conseguenze.
Ai tempi della guerra fredda non esisteva una vera e propria circolazione di uomini e cose sia ad est che ad ovest senza poi parlare del sud del mondo. Tutti rigorosamente a casa loro con la pace delle armi, la stabilità e la inviolabilità delle terre dei propri padri. Chi cercava di violare i confini dei “suoli patri”, quando gli andava bene, veniva da prima associato alle patrie galere e poi rispedito al mittente, in particolare quando si trattava di nord africani, mediorientali o ispanici sudamericani. Dei gialli, eccetto i giapponesi che venivano da veri turisti, la conoscenza era la stessa che si aveva dei marziani. Un discorso poi tutto a parte meritano i paesi dell’ex impero sovietico, il coinvolgimento strumentale degli stessi nella NATO, il “ricatto interessato” degli USA e la forzosa immissione nell’U.E..
Tornando a noi, ventre molle dell’Europa, e all’invasione della nostra terra, da parte di milioni di nuovi padroni, proviamo a farci qualche domandina e a darci qualche risposta senza farci governare la mente dai soliti assunti quali: l’accoglienza in quanto dovere morale, la solidarietà, la globalizzazione, l’immigrazione come risorsa ecc.ecc.. Parliamone senza usare il bilancino o farci coinvolgere in discorsi di lana caprina; parliamone con serenità e freddezza senza soggiacere a ricatti di sorta. Chiediamoci:
- a chi giova l’immigrazione clandestina? Forse a quanti a vario titolo gestiscono, utilizzando pubbliche risorse, l’accoglienza? Quanto costa un immigrato clandestino all’erario? per un pattugliamento marino e terrestre che non è un pattugliamento ma un comitato di accoglienza, per un soggiorno che non è un soggiorno ma un “pizzo” giornaliero gestito dalle tante “Misericordie”, per una vigilanza che non vigila poiché privata di regole di ingaggio, per la costruzione e il rifacimento continuo dei centri d’accoglienza che i “padroni” clandestini costantemente devastano per imporre i loro desiderata? Poi si parla di scafisti, caporali, lenoni, fitta camere ecc. ecc.;
-perché non ci confessano quanti immigrati cosiddetti comunitari e non affollano le nostre galere? quanto ci costano? quanti reati commettono all’anno? in che percentuale gestiscono il traffico di stupefacenti all’ingrosso ed al dettaglio? chi gestisce la prostituzione? chi l’accattonaggio? e per la maggioranza chi ci rapina e ci ammazza in casa? chi ubriachi alla guida di autoveicoli rubati ammazza i nostri figli? chi spesso ci costringe a lunghe soste sulle tratte ferroviarie per il furto dei fili di rame? La lista è ancora molto lunga ma il seguito lo rimandiamo ad occasioni di approfondimento tematico;
-perché alla minaccia di rilevare le impronte digitali ai serafici zingarelli che infestano le nostre città, con tutti i conosciuti risvolti, un nugolo di prefiche dagli opposti schieramenti hanno sollevato il loro grido di dolore evocando cupi scenari (dimenticando che quanto si vuole attribuire agli altri è sempre rientrato nella cultura sia di sinistra che di destra)? Non è forse meglio rilevare a questi giovani, strumenti del crimine, non già solo le impronte digitali, quanto il DNA e compararlo coi loro millantati genitori? tanto varrebbe ad accertarne la vera provenienza visto che non sono leggende o nostre fobie ancestrali che gli zingari rapiscono e comprano bambini e storpi, li riducono in schiavitù e li sfruttano per le loro ripugnanti “estorsioni” facendo leva sul pietismo delle genti?;
-perché a questi non cittadini italiani, che nulla hanno fatto per la nostra crescita civile ed economica e che disprezzano la nostre regole sociali al punto da violarle continuamente con pratiche incivili, (circoncisione, infibulazione, unioni imposte, illiberalità nei costumi e nel costume, declinate dalle loro usanze barbare inaccettabili per un Paese, culla e non tomba del diritto), viene garantita assistenza e previdenza più di quanto viene garantito ai nostri concittadini più bisognosi?, quanto costa al contribuente italiano tutto ciò? E quanto viene sottratto all’assistenza dovuta ai nostri vecchi che tanto hanno fatto per la nostra crescita ed oggi si ritrovano a vivere al limite se non sotto il livello di mera sussistenza?
Pensiamo a quanto detto e curiamoci di gridare ai quattro venti queste spiacevoli realtà al fine di evitare che un domani non tanto lontano ci veda conniventi con una svastica e con un nuovo fuhrer già nato in qualche parte della nostra Europa.
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Da un network nazionale che provava a raccogliere le opinioni, più o meno addomesticate, riferite alla maggiore discrezionalità dei sindaci sul contrasto al degrado generato in particolare dai zingari, un appartenente alla Comunità di Sant’Egidio, notoriamente nota sulla elargizione di “carità” a buon mercato, di fronte al problema che questi frugano nei bidoni dell’immondizia spesso, se non sempre, insudiciando la pubblica via e vanificando i nostri sforzi tendenti a dare decoro alle nostre città, ha detto che: azioni repressive nei confronti di questi “ultimi” che, in ragione dell’indigenza, sono costretti a frugare addirittura tra i nostri rifiuti  sono intollerabili. Vorrei ricordare che se questi signori frugano nella nostra immondizia è solo per cercare quel rame da riciclare di cui detengono il monopolio non tralasciando neppure di rubarlo. Tanto poi per restare in argomento va ricordato che per renderlo netto dalle coperture isolanti usano bruciarlo nei loro campi situati non lontani dalle abitazioni degli “aguzzini” italiani producendo tanta di quella diossina che il questo caso di botto non arreca danni all’organismo. Per questo si chiede a questi signori di documentarsi prima di parlare e per dar sfogo alla loro “carità” vadano ad occuparsi dei veri bisognosi e non di ladri, assassini, schiavisti e accattoni.


Postato da antimo petrone - 08/08/2008 09.25

“Ladri sono entrati nella villa mentre la moglie di Veltroni, Flavia, e la figlia più piccola, Vittoria, dormivano

Una brutta disavventura per la famiglia di Walter Veltroni, che in questi giorni trascorre le vacanze sul litorale romano, a Sabaudia. La scorsa notte i ladri sono entrati nella villa affittata dai Veltroni per l’estate.

I ladri sono entrati nella villa mentre la moglie di Walter, Flavia, e la figlia più piccola, Vittoria, dormivano. L’ex sindaco di Roma e leader del Pd non c’era: era rientrato a Roma dopo avere trascorso il weekend al mare. Madre e figlia non si sarebbero accorte di nulla.

Secondo quanto si è appreso, i ladri sono entrati forzando la porta d’ingresso e sono usciti senza che la signora Flavia e la piccola Vittoria si accorgessero di nulla. Magro tuttavia il bottino che i malviventi sono riusciti a sottrarre dalla casa: un computer, un i-pod, una videocamera e alcune centinaia di euro.

Sul posto sono intervenuti gli uomini della Squadra Mobile e anche quelli del Gabinetto provinciale della Polizia scientifica per effettuare i rilievi. Le indagini sono affidate agli agenti della Mobile di Latina.”

 

Questa la notizia d’agenzia, ma proviamo ad immaginare uno scenario diverso che di frequente è capitato e capita a tantissimi altri cittadini italiani. Nella quasi totalità degli eventi accertati gli autori sono sempre stranieri (non c’è da fare distinzione tra extra o comunitari tanto sempre di delinquenti importati si tratta) e si è ormai certi che per questi nuovi barbari la vita umana, o meglio della vittima, non ha alcun valore. Allora se la signora Veltroni e la figlioletta avessero avuto la sventura di avvertire i rumori dell’effrazione o per altri motivi quella di essere sveglie come sarebbe finita la faccenda? A questo punto cosa avrebbe fatto il compassato e “buonista” Presidente del PD, sempre pronto a difendere questi “poveracci” senza mai farsi sfiorare dal dubbio che  in fondo le vittime siamo noi? Avrebbe continuato anche alla luce di uno stupro, in questi casi è il minimo che ci si possa augurare, a difendere questi “infelici” costretti ad emigrare per guadagnarsi “l’amaro” tozzo di pane? A volte ci viene, non già per cattiveria ma unicamente perché costatino in prima persona il male che questi arrecano, di augurare che le vittime di questi siano solo quelli che si ostinano a negare l’evidenza e la vera natura di chi nel DNA ha il delinquere.

 


Postato da Loredana Romano - 06/08/2008 09.17

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