Ogni epoca ha i suoi protagonisti:
1923 Gentile - 2008 Gelmini in comune: un grembiulino nero.

Giovanni Gentile - Ministro della Pubblica Istruzione nel 1923 attua la riforma scolastica che durerà più di un cinquantennio.
Gelmini Mariastella – attuale Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca - conosce la “scuola” solo da allieva. 


Un tempo, nella tanto vituperata Prima Repubblica, i dicasteri si assegnavano secondo le regole non scritte del “Manuale Cencelli”; apparentemente sembra che nulla sia cambiato, ma questa è la poco attenta valutazione di osservatori superficiali. Di mutato c’è tanto, grazie soprattutto ai tenutari dei partiti ed a una legge elettorale che tende a sacrificare i cervelli a vantaggio delle posteriora.
Questa non vuole essere una battuta maligna o volgare, vuole solo indicare il luogo fisico deputato a garantire, al padrone di turno, il “diritto di servitù” che esercita sulle nullità chiamate ad occupare i dicasteri visto che, a differenza dei treni, l’utilizzo del cappello, a meno di una norma tutta da proporre, non è ammesso.
Una volta i dicasteri venivano assegnati ai “capibastone” dopo lotte a dir poco fratricide, oggi vengono concessi seguendo ben altre logiche, ma si sa una volta i ministri erano politici collaudati in più emanazioni di veri gruppi di potere, oggi, che a disposizione ci sono solo mezzi caporali di estrema destra, siciliani e veline (un discorso diverso sono i padani) le cose sono notevolmente mutate.
Prendiamo ad esempio la nostra ministra dell’Istruzione, Università e Ricerca una che a dire il vero, a differenza di altre sue colleghe non ha certo avuto il posto per la sua bellezza e non avrebbe altro merito se non quello di aver sposato il verbo berlusconiano fin dagli albori (una pasionaria ante littera).
Le biografie della mancata inquilina del Vittoriano non fanno cenno su una sua familiarità con la scuola, l’università e ricerca, fatto salvo che sia la scuola che l’università le ha vissute da discente e non altro; per quanto attiene poi la ricerca l’unica che la ministra ha praticato è stata quella per garantirsi un posto al sole.
Ora che è assurta allo scranno più alto della istruzione della Repubblica la nostra sta cercando di guadagnarsene uno nella storia del dicastero, anzi del Paese, con l’intento di farsi ricordare come l’erede di Giovanni Gentile. Per calarsi nel ruolo e sentirsi nell’ambientazione giusta la ministra, al corto di altre utili iniziative, ha annunciato che presto reinserirà l’uniforme scolastica come quando c’era LUI, al momento però il moschetto lo lascerà nell’armadio.
Signora ministra, un piccolo suggerimento, anzicchè rincorrere i fantasmi cerchi di guadagnarsi un riconoscimento collettivo adoprandosi per altre iniziative concrete e a costo zero. Ad esempio: a lei che è demandata la pubblica istruzione e di conseguenza anche la formazione dei nostri ragazzi non crede che la RAI, in quanto servizio pubblico, non dovrebbe essere chiamata a garantire la conservazione linguistica, bene assoluto di un popolo? Inviti, quindi, i dirigenti di questa azienda, che tanto costa al contribuente italiano, a perseguire questo scelta, di conseguenze a gestire le trasmissioni con personale di madre lingua e non con stranieri che storpiano il nostro italiano. Ha avuto mai occasione di vedere una trasmissione sul Circo, su una delle reti Rai, che si presume molto seguita dai bambini?, è condotta da una straniera che tanto danno arreca all’apprendimento lessicale dei nostri figli. Se lor signori vogliono o devono utilizzare queste “venere” non credo che manchino i divanetti adatti, visto che il divanetto ha ormai sostituito la scultura di Francesco Messina.
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da:  Democrazialegalità.it

 

Don Gelmini ha le carte in regola: santo subito, protettore della casa delle libertà.

Di Roberta Anguillesi

Don Pierino Gelmini -nessuno lo ricorda- è il fratello del più noto Padre Eligio Gelmini il prete in cachemire, amico di calciatori e di veline ante litteram, famoso, negli anni settanta, per frequentazioni e coinvolgimenti in quelli che, la stampa di allora, chiamava 'balleti', rosa o verdi e qualcuno ( col senno di poi...) anche neri, neri mafia, nero trame.

Eligio Gelmini fu anche il fondatore di "mondo x", comunità per tossicodipendenti discussa, dai finanziamenti discutibili. Ma nell'italia dall'ora, bacchettona e cieca , dove ancora risuonavano gli schiaffi alle donne dalla scollatura tentatrice, il clamore intorno a lui e al fratello Pierino fu tanto, forse troppo, più per provinciale pruderie che per indignazione per la provenienza dei soldi con cui Eligio e il fratello si permettevano di abitare ville, vestire di lusso e fare 'la bella vita'.

Soldi e amicizie, favori e affari che passavano dall'Argentina, dal sud del Vietnam, luoghi compromessi in quei tempi di guerre e regimi, non interessavano e la vicenda imperverso' solo per i contorni boccacceschi.

Ma veniamo al Pierino di santa romana chiesa: Tra gli anni sessanta e i settanta, amava farsi chiamare 'Monsignore' nonostante la diffida della Curia. Segretario di un cardinale, Luis Copello, arcivescovo di Buenos Aires guidava una jaguar e veniva inquisito, e arrestato, per bancarotta fraudolenta, emissione di assegni a vuoto, e truffa.

Pare che 'Monsignor' Pierino avesse messo su una ditta import-export con l'America Latina, l'america latina di allora, quella dei regimi sanguinari, della protezione ai nazisti in fuga.

Nel contempo, tra i suoi affari figura una cooperativa edilizia collegata con le Acli, fallita proprio mentre Pierino ne era tesoriere fallita 'bene' come si suol dire, senza che mai si sia saputo dove fossereo finiti i soldi.

Tutte queste vicende, e quelle del fratello, consigliarono al Gelmini un soggiorno all'estero e scelse il Vietmnam del sud.

Anche li trovò il modo di distirnguersi e venne denunciato per appropriazione indebita dalla vedova Diem, nonchè da un Arcivescovo locale.

Nel 1971 torna in italia e va in galera.

Quattro anni filati dietro le sbarre puittosto movimentati, reclami di altri detenuti per la condotta del 'Monsignore' che viene definito 'promiscuo' e isolato.

Uscito dal carcere la chiesa cattolica condanna la pecorella smarrita a una ritiro in Toscana, . Qualche altro guaio con la giustizia ma la situazione pare appianarsi.

Lui e il fratello Eligio continuano a abitare ville e eremi di lusso, a godere di ottime conoscenze e protezioni, senza grossi clamori.

Poi di colpo, Don Pierino Gelmini diventa la star e il fratello Eligio sparisce definitivamente dalle cronache, lasciando un flebile ricordo.

Si chiude con il passato pur mantendo una certa continutà e nasce Iincontro', la comunità per tossicodipendenti che ne ha fatto un eroe, un mito della salvazione. Gelmini elabora una teoria "la Cristoterapia" e si rimette nel giro del salvataggio di tossicodipendenze, con i soldi di tanti estimatori, tra cui Berlusconi che lo finanzia con cifre a nove zeri in lire.

In un eccesso di zelo, ricordiamo, il nostro, volle farsi iniettare il virus dell'AIDS, per sensibilizzare sulla malattia disse lui, una sorta di martirio mediatico, da santo del ventesimo secolo, triste e barocco come tutti i martiri. Il dubbio sullo stato di salute del Don precedentemente al 'sacrificio' resta, nessuno a visto i test precedenti all'iniezione fatale.

A naso, mi sembra che le ultime accuse rivolte al Gelmini siano poco credibili, una vendetta un ricatto o magari qualcuno che non vuole più essere salvato dal demone della droga e diventar melassa per il banchetto della salvazione finanziata dallo stato, e da forza Italia. O magari è tutto vero e sinceramente non ci soprpenderebbe. Ma la cosa credibilissima, e un po' grottesca, è che il centro-destra abbia assunto questo nuovo eroe tra le fila dei santi perseguitati,( mentre il centro-sinistra tace per non compromettersi) ,santo e subito non fosse per il curriculum perfetto che porta.

 


Postato da PEPPE A ZOCCOLA - 09/08/2008 18.22

mercoledì 21 maggio 2008

Mariastella Gelmini un nome, molti misteri.

Leggete, ne vale la pena facendo molta attenzione alla prima parte, ovvero
relativa alla sua storia personale, che risulta essere infondata:
Grazie all'aiuto d'un amico ho potuto trovare nei meandri di internet QUESTO, che ho riportato pure di seguito.

"Incuriositi dalla figura del nuovo ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini, ieri pomeriggio verso le 14 (GTM -4) abbiamo surfato un po' il web per raccogliere qualche informazione. Wikipedia la descriveva come una avvocatessa, nata a Leno nel 1973 e figlia di Padre Eligio Gelmini. Cliccando sul link abbiamo poi raccolto qualche informazione sul sacerdote: noto negli 60 per essere amico di molti personaggi del jet set fra cui i calciatori del Milan di Rocco, poi condannato a 4 anni di carcere per truffa nei primi anni 70 assieme al fratello Pierino (anche lui sacerdote). Il quale fratello (ci informano La Stampa e la stessa Wikipedia) ha continuato ad averne di problemi con la legge fino all’inquisizione per abusi sessuali del 2007. Rumori del web poi, associano a varie riprese i due sacerdoti a BS e ad altri esponendti del centro destra.

Con somma sorpresa qualche ora dopo (18 GTM -4, circa) scoprivamo che la pagina di Wikipedia era cambiata (!): adesso Mariastella non figurava più come figlia di Eligio mentre le informazioni su quest'ultimo erano state ridotte al lumicino. Cercavamo allora sul web qualche info sui genitori del neoministro ma senza fortuna: sembrerebbe che in rete non ci sia più alcun riferimento in materia. Mariastella si è materializzata dal nulla un giorno dell’estate 1973 in quel di Leno (BS, inteso come Brescia stavolta).

A questo punto qualche domanda abbiamo cominciato a porcela, ed il senso del post è sostanzialmente rigirare queste domanda alla vasta readership di nFA. A cosa si deve questo repentino cambiamento delle pagine di Wikipedia? Qualcuno aveva forse tirato un brutto scherzo al neoministro collegandola ai famigerati fratelli Gelmini (brutto scherzo a cui si è posto poi rimedio eliminando le informazioni false)? Oppure Mariastella è effettivamente imparentata con Eligio e Pierino ed ogni traccia di questo scomodo collegamento è stata cancellata dal web ad arte (forse con un po' in ritardo)?

Nel momento in cui scriviamo ci restano soltanto 2 certezze (ancora per quanto, non si sa) sul neoministro della Pubblica Istruzione:

Nel 2000 fu sfiduciata da presidente del consiglio comunale di Desenzano per inoperosità. La sfiducia, oltre che dall’opposizione, fu votata anche dai membri del suo stesso partito. A quanto pare, ha fatto però tesoro della sfortunata esperienza e così, nella passata legistaltura, si è fatta promotrice del "Progetto di Legge per la promozione e l'attuazione del merito nella società, nell'economia e nella pubblica amministrazione".

Ad maiora, signor Ministro! "



Di fronte a questo post non ci resta altro che domandarci come mai ?
Come mai un'assenteista della "cosa pubblica" ( perché è di questo che si tratta ) è presente in uno dei ministeri più importanti per il tessuto sociale e culturale del nostro paese ?
E per di più da quale pulpito ci si fa promotori di progetti di legge di stampo meritocratico, per di più contestabile in alcuni punti ?
Una delle proposte della Signora Gelmini parlava della sostituzione della chiamata per graduatoria pubblica con la chiamata nominativa dei docenti, ora non ci vuole mica un genio per comprendere che non è creando una scuola pseudo - privata, che si risolvono i problemi dell'istruzione in Italia.
Insomma, viva la meritocrazia.

Postato da PEPPE A ZOCCOLA - 08/08/2008 20.00

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