Auguri Ministro!!!
(ricordi però che in politica la competenza e l’onestà intellettuale sono invitati non graditi).

Renato Brunetta – Ministro della P.A.

Caro Ministro,
sento il dovere da persona quasi onesta (sa coi tempi che corrono il “quasi” e d’obbligo) di scusarmi per aver preso con sufficienza ed ilarità le sue ricorrenti esternazioni sulla moralizzazione della P.A. e dei dipendenti della stessa. Per il passato propositi come i suoi, se e quando ci sono stati, hanno sempre trovato sepoltura nella terra delle promesse mancate. E’ vero, i politici ed i partiti si sono sempre dovuti cimentare con le forti caste sindacali o con le proprie clientele. Le confesso, il vedere che le sue “promesse” sono state oggetto d’attenzioni legislative non può farle che onore. In un panorama politico che somiglia più ad una macchia di cespugli che ad un’insieme di possenti alberi (e limitiamoci alla flora senza avventuraci in similitudini faunistiche che scomoderebbero talpe, serpenti, conigli, ratti e veline) è difficile, se non impossibile, trovare alte cime, lei costituisce un’eccezione. Tengo a precisare che chi le scrive non sta dalla sua parte anche perché trova offensivo, per un paese come il nostro, tenere al governo testimoni di un retaggio fascista. Lei sarà un’eccezione anche quando non le permetteranno di continuare nella sua opera moralizzatrice, soprattutto quando e se continuerà ad esprimere la sua opinione. Non sarà più un eccezione quando, una volta zittito, soggiacerà al “gioco” e non sbatterà la porta. Lei Ministro, a differenza di tanti suoi occasionali colleghi, che non hanno e non hanno mai avuto una professione se non quella del politicante, è un docente universitario ed un buon economista, lei ha più che una dignità da difendere e non le è concesso praticare il compromesso, non le resta che andare vanti..
Ora Ministro vorrei, da ex pubblico dipendente, scappato dalla Regione Campania per non soggiacere alle angherie di una classe politica tracotante e da una pletore di dirigenti ignoranti ed ultrapoliticizzati, sapere da lei:
-cosa indente fare per regolamentare l’orario di lavoro dei pubblici dipendenti, in particolare dei dirigenti che considerano il posto di lavoro un’appendice scomoda delle loro dimore civili e politiche?

-come intende muoversi con quei lavoratori che fruiscono della Legge 104/92 per assistere familiari o affini portatori di handicap ai quali viene concessa un’arbitraria estensione delle ore settimanali di diritto. E sempre per restare in tema, perché i benefici vengono estesi ad un acquisito (coniuge di familiare dell’handicappato) quando il familiare diretto non è titolare di rapporto di lavoro ed in molti casi coabita con il portatore di handicap?
-cosa farà per moralizzare la scelta dei dirigenti e del loro operato visto che entrambe le faccende sono “cosa loro” o meglio cosa dei politici anche se simulano concorsi addomesticati con commissioni i cui componenti hanno il solo diritto di raccogliere prebende e desiderata (ordini)?
Spero che questa mia possa essere l’inizio di altre segnalazioni e suggerimenti. LuigiMalfi
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Commenti

Il Ministro Brunetta ha sventolato con orgoglio la sua “riforma” sul pubblico impiego e nessuno gli vuole contestare che in larga misura le argomentazioni e motivazioni da cui nasce questo suo “atteggiamento” sono in larga misura veritiere e condivisibili. Sarebbe il modo giusto per arginare, o quantomeno contenere, i malcostumi di parte dei dipendenti pubblici. C’è da fare però una sola piccola considerazione, a quanto sbandierato, circa i criteri di incentivazioni legati alla meritocrazia. Si è chiesto il Ministro chi valuterà l’operato e la produttività dei lavoratori più meritevoli? I soliti pseudo dirigenti messi li dalle segreterie politiche e sindacali, enucleati  secondo la logica dell’appartenenza e della militanza. Prendiamo ad esempio i dirigenti, o detti tali, della Regione Campania andiamo a vedere perché e come si trovano ad occupare quei posti, quali concorsi addomesticati hanno fatto, per quali esperienze lavorative interne all’amministrazioni sono passati, che prova hanno dato del loro operato (il più delle volte insufficienti se non indegne) e questi signor ministro dovrebbero essere i valutatori? Certamente le prebende andranno ai loro collaboratori che per “affinità elettiva” si trovano anch’essi a dover essere gratificati. Poi signor ministro chi valuta questi signori forse i loro assessori che il più delle volte sono compagni di partito se non d’avventura? Grazie Ministro.


Postato da aniello orlacchini - 07/08/2008 08.31

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