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Una Rosa di valori che non può e non deve essere sacrificata sull’altare delle opportunità.
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Carissimi amici, molti di noi hanno ricevuto, nelle scorse settimane, l’invito a realizzare le assemblee provinciali e regionali del movimento in vista di un’assise nazionale da tenersi dopo la parentesi estiva. Tanto per definire un assetto organizzativo più consone alle esigenze di movimento che si prefigge di coprire, a pieno titolo, un vuoto che da anni si è venuto a creare nello scenario politico nazionale. E’ trascorso un anno da quando il primo “grido” serio di dissenso verso la “Casta” si levò dal Blog di Tabacci e per tanti di noi, che da tempo si erano disimpegnati dalla politica (non ritrovandosi con quella praticata da entrambi gli schieramenti) suonò come l’occasione per apportare il proprio contributo e ridare al nostro Paese un concetto diverso dalla politica ciarliera, arruffona ed affaristica che ha prevalso negli ultimi due decenni. Tutto questo coagulò intorno all’iniziativa di Tabacci il contributo e le aspettative di migliaia di cittadini pronti ad offrire ed offrirsi ad una giusta ed attesa causa. Per i più l’entusiasmo durò fino all’incontro di Montecatini ma poi scelte forse anche opportune ma ostiche per i più, portarono all’allontanamento di molti. Fin qui la “storia”, che non vuole essere né celebrativa né raccontata per suffragare il “c’ero anch’io”.
Ora veniamo all’invito da cui siamo partiti: consapevoli che è ormai il tempo delle risposte, quelle chiare ed inequivocabili. E’ il momento di dirci con chiarezza quale sarà il nostro percorso e dove intendiamo arrivare. Si impongono da parte degli amici Pezzotta e Tabacci, ai quali va il merito di aver dato vita a questo nuovo soggetto politico, due ordini di risposte: una di natura ideologica ed una pragmatica. Tutti noi, infatti, anche se il quesito può sembrare dettato da ingenuità politica, vogliamo conoscere dove si intende portare il movimento, a quali riferimenti ideologico-culturali si ispirerà e quale sarà la collocazione “fisica” nell’ambito dello scenario politico-parlamentare. Potenzialmente, inoltre, quali saranno, fatta salva una scontata adesione ad un’aggregazione centrista, gli eventuali altri soggetti politici con cui ci si intende alleare.
L’altro aspetto, per niente secondario, su cui si aspetta egualmente risposta, è la natura tecnico-organizzativa che il movimento dovrà avere. Se di Movimento, infatti, e non di partito si tratterà, esso dovrà assumere, sulla falsa riga di quelli che per decenni hanno operato nel collateralismo cattolico, connotati già ampiamente collaudati: dovrà offrire informazione e formazione, assistenza e servizi. Dovrà essere non già il solo luogo deputato al confronto democratico ma il luogo ove ci si ritrova per vedere soddisfatte e soddisfare, in un’area di “mutuo soccorso”, le piccole e grandi aspettative quotidiane, dove si cerca di dare risposte adeguate ai bisogni dei più deboli (bambini, giovani, anziani e bisognosi d’assistenza).
Può sembrare un sogno folle, ma per tanti di noi che hanno avuto la fortuna di militare nel collateralismo di un tempo è solo una riproposizione di un passato vissuto.
Cari amici se la direzione è questa allora sì che lungo il nostro cammino incontreremo tanti altri amici.
Luigi Malfi
COMITATO PROMOTORE della
“ROSA BIANCA di Napoli”
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Commenti
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Postato da rosabianca liberisolidali - 23/08/2008 11.39
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Postato da aniello orlacchini - 07/08/2008 11.26
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Postato da gennaro salzano - 04/08/2008 21.24
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