Dai Centristi Cattolici ai “compagni” del P.D.

Questi li potete pure tenere, noi il 35% dei praticanti andiamo via: non ci ha mai uniti un patto d’amore.


Secondo Veltroni il 35% dei praticanti cattolici, quelli che vanno a messa, ha votato nell’ultima tornata elettorale per il P.D., su questo non abbiamo dubbi. I dubbi ci nascono quando si vuole attribuire a questi elettori una casacca che non hanno o non sanno di avere. Si deve partire da un dato di fatto non sottovalutabile per entrambi gli schieramenti e che, alla luce di tanto dissesto politico, la dice lunga su quello che potrebbe essere in futuro l’investimento elettorale dei cattolici. Da una diretta esperienza sappiamo che i praticanti si dividono in due grossi filoni che si equivalgono: quelli della domenica che sono evangelicamente conosciuti come “sepolcri imbiancati” e quelli che vivono attivamente e quotidianamente il loro impegno andando oltre la “parata farisaica” del precetto domenicale. I primi anche in campo politico si muovono senza rispondere ad alcuna coerenza dottrinale e si possono trovare indifferentemente sia tra i post-comunisti che tra i post-fascisti e massoni. Questa volta hanno scelto prevalentemente il centro destra nella speranza di conservarsi egoisticamente i frutti del loro orticello che non hanno mai condiviso con nessuno, soprattutto con i più deboli e bisognosi; per loro la carità è limitata alla monetina che elargiscono settimanalmente durante la Messa. Al centro sinistra, fatta salva la storica presenza, più che sparuta, della pattuglia catto-comunista, sono andati la stragrande maggioranza dei favori dei professanti cristiani; questa scelta però non è stata dettata da una condivisione amorosa ma dall’opportunità. La scelta è stata fatta tutta in chiave antiberlusconiana e antifascista, essi sanno, infatti, che il vero pericolo sta nella logica berlusconiana, poiché Berlusconi è un manipolatore di coscienze che si muove unicamente in ragione di una prassi priva di “ideologia”. La vera fonte di tutti i disvalori imperanti trae origine e nutre la macchina della scristianizzazione berlusconiana: dai messaggi fuorvianti per i giovani, alla gratificazione di scollacciate signore e signorine (più corpo che cervello) che ostenta addirittura tra le fila del governo, tutto ciò in spregio ai valori che lui sa di combattere. Per questo è necessario che quanti credono di poter contribuire all’edificazione di una nuova casa politica dei cattolici si facciano avanti ed offrano il loro contributo a che, questo nostro Paese, sia affrancato dalla melma che l’avvinghia. In particolare ci rivolgiamo agli amici della Rosa Bianca che ebbero il coraggio, in un momento non favorevole, di lanciare un primo messaggio. Vi preghiamo di non aspettare l’altro domani per ricominciare il discorso interrotto, non abortito, dalla tornata elettore. Mentre ai “compagni” veltroniani diciamo che si possono pure tenere quei signori già impegnati nella Margherita che solo per interesse personale hanno fatto la scelta PD. I cattolici, quelli veri, già sanno dove andare.
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Commenti

Il signor Rutelli ci ha fatto sapere che prossimamente convocherà tutti i suoi e ci mettere a parte dei suoi intendimenti per il prossimo futuro.

Non sappiamo chi possano essere i suoi visto che lui è stato sempre l’uomo del ”prestito”, infatti, ha avuto sempre a prestito tutto: voti, partito, posizione politica ecc. ecc.. Ma non si è mai preoccupato di riconoscerlo e ringraziare. L’unica cosa che è sua, si fa per dire, è la moglie. Vuol dire che la sua assise la può benissimo fare in camera da letto, sempre se la moglie è d’accordo. “Ma ci faccia il piacere” diceva Totò.
Postato da MARIO LANFRANCO - 09/07/2008 09.37

C'è da chiedersi: chi degli attuali deputati e senatori, che a titolo individuale e personale non sono stati suffragati da nessuno, è disposto a sostituire l'attauale sistema elettorale? Quanti di questi, che sanno che non rappresentano che loro stessi ed i padroni che li hanno seduti in parlamento, sono disposti a tornarsene a casa e perdere i privilegi rubati agli italiani? Dei signori che figurano nelle foto del post ci sono due in particolare che effettivamente non rappresentano nessuno: Rutelli e Realacci. Omettiamo il discorso sulla loro provenienza e quanto la loro presenza possa essere considerata di centro, ma quale seguito hanno, quando mai i due intrusi della politica si sono cimentati con un confronto serio e personalmente diretto con l'elettorato? Dopo il crollo della Prima Repubblica lor signori hanno sempre beneficiato di un elettorato preso a prestito da gruppi partitici con i quali non avevano niente in comune, Morale: se non li cacciamo noi a calci questi saranno duri a morire. 
Postato da ferdinando fiore - 02/07/2008 07.13

Se Berlusconi è quel pessimo politico che universalmente tutte le persone intelligenti riconoscono e si fa forte esclusivamente dei mezzi di comunicazione in suo possesso per rivestire un ruolo inconciliabile con il personale spessore, Prodi non è o non è stato da meno.

Forse il “mortadellone” nazionale è stato più biasimevole del suo avversario-nemico. A differenza, infatti, di Berlusconi che ha usato e sta usando il “potere” derivante dalla sua carica per fare i suoi porci comodi e arricchirsi ulteriormente in barba ai poveracci che stoltamente l’hanno votato, Prodi  ha governato solo per sublimazione. La dimostrazione è che durante i periodi di suo governo, al di là del perenne ricatto esercitato sugli alleati della coalizione, non ha fatto di meglio che tenersi abbarbicato a un potere che, di fatto, non era suffragato da una scelta popolare se non da un profondo antiberlusconismo degli elettori di centrosinistra. I danni che ha prodotto questo per niente ”sant’uomo” sono stati tanti e tali, già da quando sedeva in Europa, che sarà ricordato, se sarà ricordato, dalla storia di questa repubblica come “il narcisista senza storia e senza ideologia” vale a dire il credente senza Dio.


Postato da FRANCO ADAMO - 21/06/2008 08.09

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