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Per salvare l’Italia dalla CASTA. (vera dittatura strisciante)
Ricominciamo da Loro.
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L'APPELLO AI "LIBERI E FORTI"
DI DON LUIGI STURZO
Pubblichiamo integralmente l'appello ai "liberi e forti" del gennaio 1919, fatto dalla Commissione provvisoria del Partito Popolare Italiano, fondato e guidato da
Don
Luigi Sturzo.
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Partito Popolare Italiano
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A tutti gli uomini liberi e forti,
che in questa grave ora sentono alto il dovere di cooperare
ai fini superiori della
Patria, senza pregiudizi né preconcetti, facciamo appello perché uniti insieme propugnano
nella loro interezza gli ideali di giustizia e libertà. E mentre i rappresentanti
delle Nazioni vincitrici si riuniscono per preparare le basi di una pace giusta
e durevole, i partiti politici di ogni paese debbono contribuire a rafforzare quelle
tendenze e quei principi che varranno ad allontanare ogni pericolo di nuove guerre,
a dare un assetto stabile alle Nazioni, ad attuare gli ideali di giustizia sociale
e migliorare le condizioni generali, del lavoro, a sviluppare le enrgie spirituali
e materiali di tutti i paesi uniti nel vincolo solenne della "Società delle Nazioni".
E come non è giusto compromettere i vantaggi della vittoria conquistata con immensi
sacrifici fatti per la difesa dei diritti dei popoli e per le più elevate idealità
civili, così è imprescindibile dovere di sane democrazie e di governi popolari trovare
il reale equilibrio dei diritti nazionali con i supremi interessi internazionali
e le perenni ragioni del pacifico progresso della società.
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Perciò sosteniamo il programma politico-morale
patrimonio delle genti cristiane, ricordato prima da parola angusta e oggi propugnato
da Wilson come elemento fondamentale del futuro assetto mondiale, e rigettiamo gli
imperialismi che creano i popoli dominatori e maturano le violente riscosse: perciò
domandiamo che la Società delle Nazioni riconosca le giuste aspirazioni nazionali,
affretti l'avvento del disarmo universale, abolisca il segreto dei trattati, attui
la libertà dei mari, propugni nei rapporti internazionali la legislazione sociale,
la uguaglianza del lavoro, le libertà religiose contro ogni oppressione di setta,
abbia la forza della sanzione e i mezzi per la tutela dei diritti dei popoli deboli
contro le tendenze sopraffatrici dei forti.
Al migliore avvenire della nostra Italia - sicura nei suoi confini e nei mari che
la circondano - che per virtù dei suoi figli, nei sacrifici della guerra ha con
la vittoria compiuta la sua unità e rinsaldta la coscienza nazionale, dedichiamo
ogni nostra attività con fervore d'entusiasmi e con fermezza di illuminati propositi.
Ad uno Stato accentratore tendente a limitare e regolare ogni potere organico e
ogni attività civica e individuale, vogliamo sul terreno costituzionale sostituire
uno Stato veramente popolare, che riconosca i limiti della sua attività, che rispetti
i nuclei e gli organismi naturali - la famiglia, le classi, i Comuni - che rispetti
la personalità individuale e incoraggi le iniziative private. E perché lo Stato
sia la più sincera espressione del volere popolare, domandiamo la riforma dell'Istituto
Parlamentare sulla base della rappresentanza proporzionale, non escluso il voto
delle donne, e il Senato elettivo, come rappresentanza direttiva degli organismi
nazionali, accademici, amministrativi e sindacali: vogliamo la riforma della burocrazia
e degli ordinamenti giudiziari e la semplificazione della legislazione, invochiamo
il riconoscimento giuridico delle classi, l'autonomia comunale, la riforma degli
Enti Provinciali e il più largo decentramento nelle unità regionali.
Ma sarebbero queste vane riforme senza il contenuto se non reclamassimo, come anima
della nuova Società, il vero senso di libertà, rispondente alla maturità civile
del nostro popolo e al più alto sviluppo delle sue energie: libertà religiosa, non
solo agl'individui ma anche alla Chiesa, per la esplicazione della sua missione
spirituale nel mondo; libertà di insegnamento, senza monopoli statali; libertà alle
organizzazioni di classe, senza preferenze e privilegi di parte; libertà comunale
e locale secondo le gloriose tradizioni italiche.
Questo ideale di libertà non tende a disorganizzare lo Stato ma è essenzialmente
organico nel rinnovamento delle energie e delle attività, che debbono trovare al
centro la coordinazione, la valorizzazione, la difesa e lo sviluppo progressivo.
Energie, che debbono comporsi a nuclei vitali che potranno fermare o modificare
le correnti disgregatrici, le agitazioni promosse in nome di una sistematica lotta
di classe e della rivoluzione anarchica e attingere dall'anima popolare gli elementi
di conservazione e di progresso, dando valore all'autorità come forza ed esponente
insieme della sovranità popolare e della collaborazione sociale.
Le necessarie e urgenti rifrome nel campo della previdenza e della assistenza sociale,
nella legislazione del lavoro, nella formazione e tutela della piccola proprietà
devono tendere alla elevazione delle classi lavoratrici, mentre l'incremento delle
forze economiche del Paese, l'aumento della produzione, la salda ed equa sistemazione
dei regimi doganali, la riforma tributaria, lo sviluppo della marina mercantile,
la soluzione del problema del Mezzogiorno, la colonizzazione interna del latifondo,
la riorganizzazione scolastica e la lotta contro l'analfabetismo varranno a far
superare la crisi del dopo-guerra e a tesoreggiare i frutti legittimi e auspicati
della vittoria.
Ci presentiamo nella vita politica con la nostra bandiera morale e sociale, inspirandoci
ai saldi principii del Cristianesimo che consacrò la grande missione civilizzatrice
dell'Italia; missione che anche oggi, nel nuovo assetto dei popoli, deve rifulgere
di fronte ai tentativi di nuovi imperialismi di fronte a sconvolgimenti anarchici
di grandi Imperi caduti, di fronte a democrazie socialiste che tentano la materializzazione
di ogni identità, di fronte a vecchi liberalismi settari, che nella forza dell'organismo
statale centralizzato resistono alle nuove correnti affrancatrici.
A tutti gli uomini moralmente liberi e socialmente evoluti, a quanti nell'amore
alla patria sanno congiungere il giusto senso dei diritti e degl'interessi nazionali
con un sano internazionalismo, a quanti apprezzano e rispettano le virtù morali
del nostro popolo, a nome del Partito Popolare Italiano facciamo appello e domandiamo
l'adesione al nostro Programma.
Roma, lì 18 gennaio 1919
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Commenti
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Postato da popolari2006 Intesa Civica Popolare - 01/09/2008 09.27
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Postato da mimmo gizzi - 05/05/2008 16.16
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Postato da brunella conte - 05/05/2008 15.52
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Postato da massimo calenda - 04/05/2008 09.38
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